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La
terapia: come fare l'amore più a lungo
La terapia dell'eiaculazione precoce sarà causale laddove
si riscontrino delle patologie organiche urologiche,
neurologiche o altre, suscettibili di miglioramento
terapeutico. Nei casi in cui si riscontri inversione del
comando alcuni autori hanno riportato buoni risultati con
cicli di elettrostimolazione e biofeedback
del piano perineale. Nelle forme psicogene sono stati
proposti vari schemi terapeutici che associano variamente
tra loro anestetici locali in pomata, ansiolitici,
antidopaminergici, serotoninergici, neurolettici in
parallelo con psicoterapie brevi di tipo cognitivo-comportamentale.
Nella causa statisticamente più frequente,
l’ipersensibilità del glande, si esegue l’intervento
chirurgico di circoncisione con o senza neurotomia,
che dà in genere risultati molto soddisfacenti.
La neurotomia è una procedura chirurgica che serve a interrompere gli
impulsi eiaculatori veicolati dalle fibre nervose
sensitive del glande. Nei casi di ipersensibilità
del glande, condizione attualmente ritenuta molto
frequente, gli stimoli sensitivi sono estremamente
accentuati, e conducono alla precocità
dell’eiaculazione. Con l’intervento di neurotomia si
riduce il numero di tali fibre nervose, con il risultato
di rallentare il flusso di impulsi eiaculatori e quindi di
ritardare
l’eiaculazione. Molto spesso questa procedura è
associata alla circoncisione, perché tale associazione
determina i migliori risultati. L’intervento consiste in
una piccola incisione nel solco balano-prepuziale,
condotto in anestesia locale e ambulatorialmente. La
durata è di pochi minuti, e dopo due settimane sarà
possibile riprendere l’attività sessuale.
Circoncisione: quando?
Conosciuta fin dall’epoca delle dinastie faraoniche, la
circoncisione viene ancora praticata in molte comunità.
Al di là del carattere rituale, è
oggi del miglior modo per trattare non solo
l’eiaculazione precoce, ma anche la fimosi, la
patologia che impedisce la retrazione del prepuzio sul
glande. La circoncisione è un semplice intervento
chirurgico che consiste nell’eliminazione totale del
prepuzio (la pelle che ricopre il glande). Se
l’ablazione riguarda solo una parte del prepuzio, si
tratta allora di postectomia,
spesso effettuata per trattare una fimosi (prepuzio troppo
stretto). Questa anomalia, frequente nel bambino, è
spesso di natura congenita. Se associata ad aderenze del
prepuzio alla mucosa del glande, la fimosi può provocare
infezioni locali, dette “balaniti”. Nell’adulto, è
spesso secondaria a un’infiammazione. Una malattia del
prepuzio chiamata lichen
scleroatrofico (la pelle diventa spessa e dura e perde
elasticità) o un diabete possono provocare questo tipo di
problema. La fimosi può provocare dolore durante
l’erezione e la penetrazione. Attenzione: la fimosi comporta un rischio aumentato di tumore del pene. Questo
tumore, peraltro rarissimo (1 caso ogni anno su 100.000
uomini), può essere prevenuto anche con una buona igiene
locale, e in caso di fimosi, effettuando la circoncisione.
I non circoncisi non si preoccupino: l’aumento del
rischio di cancro del pene resta comunque estremamente
limitato.
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paziente
prima dell'intervento |
paziente
dopo l'intervento |
l’intervento: viene
effettuato in day-hospital
in anestesia locale per iniezione di xilocaina 1%
lungo i due nervi penieni. Le modalità operatorie
sono identiche a quelle del bambino. La
cicatrizzazione è completa in 3-4 settimane ed
entro un mese si può riprendere la normale attività
sessuale. Possono presentarsi complicazioni, la più
frequente è l’emorragia, trattabile con semplice
fasciatura compressiva. Più raramente,
un’infezione può richiedere cure locali e
ritardare la cicatrizzazione. Le altre complicazioni
sono eccezionali
.:
la sequenza
dell'operazione
.: circoncisione:
l'animazione
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